Signoraggio Bancario, realtà o complottismo?

Davvero in tanti ne parlano. Ci sono video su youtube, gruppi e decine di post su Facebook e altri social media, ormai anche su Raidue se ne è parlato: si tratta del signoraggio bancario, un tema che fa discutere e che da sempre è diviso tra coloro che sostengono sia realtà ed altri che ne parlano come di puro complottismo.

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In ordine di tempo, l’ultimo polverone alzato da questa tematica è stato dovuto soprattutto a un servizio andato in onda proprio su Raidue a Povera Patria. Qui si è parlato di Signoraggio Bancario, ovvero quella teoria complottista che sostiene come l’attività delle banche centrali danneggi i cittadini comuni.

Ma il signoraggio bancario cos’è letteralmente? È una pratica che prevede l’accumulo dei redditi derivanti dall’emissione di moneta da parte delle Banche Centrali. Il “reddito da signoraggio” è quel flusso di interessi che scaturisce dalle attività detenute in contropartita alle banconote in circolazione.

Meccanismo base del Signoraggio

Qual è il principio alla base del signoraggio? In realtà spiegarlo è molto semplice: le Banche Centrali hanno la possibilità emettere moneta e a quella prodotta possono assegnare un valore nominale. Il problema nasce dal fatto che il valore nominale può essere più alto (e quasi sempre lo è) rispetto al valore intrinseco.

Ciò significa che se la Banca Centrale stampa una banconota da 100 euro il suo costo di produzione ovviamente non è di 100 euro, ma molto meno, potrebbe essere ad esempio di 1 euro. La differenza tra il valore nominale e il costo di produzione rappresenta appunto un “reddito da signoraggio”. Nel caso del nostro esempio se vengono spesi 1 euro per produrre una banconota da 100 il reddito è di 99 euro.

Ma questo sistema è complottismo? No, nel senso più assoluto, tutti sanno che il sistema funziona in questo modo ed è legittimo. Ci sono due concetti che riguardano le banche e che vanno assimilati:

  1. Credito è moneta: nelle economie moderne non si acquistano beni di grande portata con banconote. Circola invece il credito bancario il quale viene utilizzato per acquistare beni o servizi. Con questo denaro si pagano i dipendenti, si comprano macchinari e così via. I pagamenti vengono realizzati sotto forma di scrittura contabile, sono passaggi da un deposito bancario a un altro, per questo si può parlare del credito come moneta.
  2. Il credito è creato da banche private: le banche in realtà non stampano banconote, ma queste sono create dalle Banche Centrali. Ma l’offerta di moneta non è caratterizzata soltanto dal denaro contante c’è una base monetaria molto più ampia creata dal sistema dei prestiti.

Ora l’oggetto di discussione da parte di bancari e professionisti è se sia lecito o meno permettere a soggetti privati di “stampare moneta” attraverso il meccanismo del debito. Ma su questo punto c’è forte disaccordo e spesso anche gli insiders del settore non hanno le idee chiare e non riescono ad afferrare il concetto che le banche private stesse possono produrre moneta. Il dibattito è aperto.