Superminimo assorbibile: cos’è?

Il superminimo assorbile è una voce delle retribuzioni che vengono riconosciute dai datori di lavoro e può essere frutto di un accordo siglato con i lavoratori: può essere di natura collettiva o di natura individuale.
Inoltre, bisogna capire se andrà ad interferire sui permessi, sulle ferie, sugli scatti di anzianità e come poter eliminare questa voce che incide sulla retribuzione. 

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Superminimo assorbibile in busta paga: come funziona?

Il superminimo assorbibile è una voce retributiva individuale, che può essere assorbita da futuri aumenti contrattuali previsti nei rinnovi dei CCNL: è imponibile dal punto di vista fiscale che previdenziale e incide sulla determinazione della paga oraria dello stipendio per il computo dei lavori straordinari, delle ferie, della tredicesima e di tutto ciò che si trova in busta.

In pratica è un qualcosa in più dato ai lavoratori nel caso svolgano prestazioni di lavoro straordinario o supplementare.

Perché assorbibile? Il superminimo è assorbibile in quanto va a ridurre la cifra riconosciuta a titolo di superminimo individuale man mano che aumenta la paga base per effetto dei rinnovi del CCNL di settore

Per non includere questa assorbibilità del superminimo spetta al lavoratore dimostrare i meriti di un’ulteriore retribuzione.
Nel momento in cui ci siano straordinari, è onere del dipendente dimostrare che le parti abbiano attribuito all’eccedenza della retribuzione individuale la natura di compenso speciale.

Essendo un accordo stipulato tra datore di lavoro e lavoratore di comune accordo, possono decidere se eliminarlo oppure ridurlo. Ma la diminuzione è fattibile solo ed esclusivamente individualmente e non in senso collettivo.

Nel caso in cui il datore di lavoro voglia abolire il superminimo non può farlo da solo ma deve confrontarsi con il lavoratore al quale spetterà la decisione se diminuire oppure lasciare inalterato il superminimo.

Per quanto concerne la riduzione del superminimo collettivo non può essere effettuata in maniera individuale tra datore di lavoro e lavoratore ma è una decisione tra le categorie.

Ovviamente c’è da ricordare che è vietato riconoscere un superminimo in base ai “privilegi”: si configura come atto discriminatorio.

Nel caso in cui si verifichi una situazione del genere, il datore di lavoro verrà condannato da un giudice che lo obbligherà a ricompensare i lavoratori della prestazione svolta.