Qual è l’andamento delle borse asiatiche?

Qual è l’andamento delle borse asiatiche in tempo reale? Come sta andando la performance economico-finanziaria in Asia? Dopo la chiusura in rosso del 2 aprile ad oggi (ore 2.55) la Borsa di Tokyo riapre in profondo rosso sulla scia degli indici a Wall Street.

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Quali sono le cause? C’è timore da parte degli investitori sulle principali borse asiatiche? Molto probabilmente c’è aria di inasprimento e di “ritorsioni” tra Stati Uniti e Cina sul commercio internazionale. Vediamo lo scenario macroeconomico e congiunturale. 

Borsa di Tokyo ancora in “rosso”: dazi su 128 prodotti USA

Dopo la chiusura in data 2 aprile 2018 in rosso, oggi alle 2.55 la situazione sulle principali Borse asiatiche sembra che non migliori.

Ci sono timori da parte degli investitori e ritorsioni tra il governo cinese e quello di Trump sul fronte del commercio.

L’indice Nikkei perde l’1,51% nelle prime battute a 21.064,64 e lo Yen avanza sul dollaro a 105,80 e sulla moneta unica a un livello di 130,10.

Ad alimentare questo scenario macroeconomico piuttosto negativo e di “panico”, oltre che di instabilità congiunturale è la ”stretta” su 128 prodotti Usa, tra cui carne di maiale e frutta, per 3 miliardi di dollari.

La Cina ha annunciato da poche ore (3 aprile ore 4.05) l’operatività dei dazi su ben 128 prodotti in risposta alla “mossa protezionistica” decisa dal presidente Trump su acciaio e alluminio.

Ad annunciarlo è una nota del Ministero del Commercio, in cui si auspica “la revoca delle misure protettive che violano le regole del Wto” al fine ultimo di “riportare i rapporti bilaterali sui relativi prodotti alla normalità“.

Crisi commercio internazionale USA-Cina: dettagli

La Cina ha imposto dazi su 128 prodotti statunitensi, per un valore di 3 miliardi di dollari come risposta alle tariffe applicate da Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Usa.

Il Governo cinese dichiara apertamente di essere disposta ad avviare una “guerra” aperta agli USA.

Si tratta di una chiara risposta alla «mossa protezionistica» decisa dal presidente Donald Trump su circa mille 1.300 prodotti cinesi per un valore di 60 miliardi di dollari:

Il «South China Morning post» aveva già annunciato la scorsa settimana che il governo cinese aveva redatto la lista di beni cui imporre nuovi dazi.

I prodotti americani su cui verranno applicati i dazi cinesi:

  • incremento +25% per la carne di maiale,
  • incremento del +15% sull’alluminio,
  • incrementi su mele, mandorle e altra frutta tra cui: cocco, banane, ananas, melograno, mango, uva, angurie, ciliegie, fragole, albicocche secche,
  • aumenti del 15% su anacardi, mandorle, nocciole, noccioline, ginseng e il vino frizzante.

Le misure decise dal Presidente americano Donald Trump contro acciaio e alluminio sono “un evidente e palese abuso delle clausole di sicurezza“.

Anche Wall Street, dopo un lieve recupero, ha chiuso la giornata del 2 aprile 2018 con un netto calo.

Ciò a riprova dei timori e dissidi per una guerra commerciale “scoppiata” tra USA e Cina: ciò ha cagionato un “tonfo” dei titoli tecnologici. Il Dow Jones, dopo essere arrivato a perdere oltre il 3%, è calato dell’1,91% a 23.644,19 punti.

Il Nasdaq è sceso a 6.870,12 punti, performance negativa anche per l’indice S&P 500 che cala a 2.581,86 punti.

Non sono andate meglio le cose per Facebook, che ha già perso il 14% nelle ultime due settimane.

Tesla dalla fine del mese di febbraio ha perso il -25%.